



Ci stiamo per trasferire.

In attesa che parli Berlusconi

No, così non va bene

Finge di seguire il convegno, in realtà sta scrivendo una lettera a David Cameron

Intento ad interrogarsi sulla legge elettorale e sulla governabilità
Post in continuo aggiornamento
Ore 13:45 "Stiamo lavorando alla federazione".
Ore 13:42 "Non c'è il tempo per una nuova legge elettorale".
Ore 13:40 "Non credo nelle spallate e non ho mai dato scadenze".
Ore 13:35 Bel primo piano su Laura Ravetto. Berlusconi passa al tema della sicurezza.
Ore 13:30 Berlusconi torna sulla questione dei brogli elettorali e rivolge l'attenzione all'attuale maggioranza di centrosinistra.
Ore 13:20 Parla male delle sigarette. Esco a fumarne una con Andrea. Torno e sento la barzelletta sull'aereo che precipita. Poi passa a Leo Longanesi, giò citato precedentemente da Dell'Utri.
Ore 13:15 Ancora ripasso sulla nascita di Forza Italia e sulle difficoltà affrontate. Cifre su perquisizioni della finanza e udienze. Parentesi sulla mamma: "Sono contraria (alla fondazione di FI), ma vedo che sei convinto e se non lo fai, non sei più mio figlio!".
Ore 13:05 Ripassino di storia con la rivisitazione della conferenza di Yalta. Poi di nuovo il capitolo dedicato alla occupazione dei posti chiave da parte della sinistra. Annuncia la creazione dell'Alta scuola della libertà e di pensiero liberale. Tony Blair tra i docenti. David Cameron no.
Ore 12:55 Rimane da solo. La scena è tutta sua ormai. "Quando seppi da piccolo cosa era il comunismo, ne rimasi angosciato". I primi dieci minuti sono l'ennesimo amarcord.
Ore 12:35 Finalmente sale sul palco Silvio Berlusconi che immediatamente rassicura sulle sue condizioni di salute. Berlusconi si dice contento di essere in mezzo ai suoi coetanei rivolgendosi ai giovani (a dirla tutta, già sentita alla consegna dei diplomi della Summer school di alta formazione politica). Ringraziamento a Dell'Utri per quello che fece per la nascita di Forza Italia.
Poi passa alla vicenda dello stalliere. Per sdrammatizzare, apre una parentesi riferendosi alla moglie e a don Rossi, prete di famiglia. La regia stacca sulla mano di Berlusconi appoggiata sulla spalla di Dell'Utri. Veronica: "Don Rossi, le donne hanno un'anima?" Don Rossi: "Un'anima? Insomma, una specie di anima!".
Torna serio e si inalbera per le accuse che i giudici hanno rivolto a Dell'Utri: "Sono loro quelli che devono essere recuperati alla società". Torna a scherzare passando in rassegna i ragazzi sul palco eletti nel direttivo commentando l'abbigliamento.
Ore 12:15 Il benvenuto di Dell'Utri diffidato dal Cavaliere dall'inviargli una lettera. Al massimo una cartolina. Dell'Utri: "Noi vogliamo essere una componente di Forza Italia, non una corrente". Poi continua ripercorrendo le tappe della nascita di Forza Italia. Sul palco sfilano gli eletti al direttivo nazionale dei Circoli.
Ore 12:05 Gli applausi del Palamadigan mentre vengono trasmesse le riprese di Berlusconi che si appresta ad entrare nel palazzetto accompagnato da Fix you dei Coldplay. Sventolano le bandiere dei Circoli e di Forza Italia. Tutti in piedi a cercare di trovare Berlusconi nella folla. Di nuovo lo spot dei Circoli giusto per scaldare ulteriormente l'ambiente.
Ore 12:00 Va di nuovo in onda lo spot dei Circoli. L'ambiente si gasa, tutti a cercare l'ingresso in grande stile di Berlusconi. Invece rimane Dell'Utri che si diletta recitando Dante.
Ore 11:55 Torna Dell'Utri sul palco: "Sto cazzeggiando in attesa che arrivi Berlusconi". Intanto veniamo a sapere che Forzait.net non ha una sua postazione e va a scrocco.
Ore 11: 40 Dell'Utri invita Schifani a parlare. Grandi applausi quando Schifani attacca il governo che si fa sostenere da chi urla "10-100-1000 Nassirya". "Il bipolarismo è un principio sacrosanto".
Ore 11:20 Inzia l'intervento di Bondi: "Dovete e dobbiamo essere consapevoli che abbiamo grandi responsabilità". "Stato d'animo di preoccupazione nel nostro Paese". "Elettori della sinistra ingannati dopo le elezioni". "Il favore per Berlusconi non nasce solo dal malcontento per il governo Prodi, ma anche per la nuova luce con cui gli italiani guardano alla realtà e ai cinque anni del governo Berlusconi". "Questo governo è finito anche se manca il certificato di morte". "Forse si tratta del governo più nocivo della storia italiana". Bondi poi conferma i brogli alle elezioni. "Avremmo vinto se tutti si fossero comportati come Berlusconi". Bondi chiede l'ora a Dell'Utri perché parlando perde il senso del tempo. "Senza Forza Italia non c'è alcuna prospettiva di cambiamento".
Ore 11:15 Aplogia del ping pong di Marcello Dell'Utri. Poi saluta Cesare Previti con le parole di Winston Churchill: mai, mai, mai... darsi per vinti. Previti: "La chiamata di Marcello mi ha commosso molto". Dell'Utri pronostica le antologie di italiano per le poesie di Sandro Bondi.
Ore 11:10 Incontro di ping pong tra due cinesi di San Donato Milanese. Due palle.
Ps: in riferimento al post di ieri sulla politca delle parole, qui il posto del mio socio Danny scritto ieri mentre da queste parti Casini diceva di mandare a casa il governo Prodi nella settimana che si sta per aprire.
Ore 10:45 Sale sul palco Dell'Utri, che promette di svenire al posto di Berlusconi. "I Circoli non sono un partito, neppure una associazione dove iscriversi per farsi candidare. Noi siamo una vera componente di Forza Italia". Stando a Dell'Utri, hanno votato in 8571.
Arrivati al Palamadigan verso le dieci. Platea ormai piena, tribune che vanno riempiendosi
Non è quella che apprezziamo particolarmente. Siamo romantici e siamo conservatori, ma siamo pur sempre convinti che sgobbare è l'unico modo per tirare avanti nella vita. Certo la politica è fatta di parole, è l'arte oratoriale del leader che sale sul palco e cerca di strappare gli applausi della platea, come ha ben saputo fare Pierferdinando Casini questa mattina.
Ma la politica è anche, o forse soprattutto, andare oltre i convegni e saper fare le cose giuste al momento giusto. Lo sappiamo tutti, ma basta poco ribadirlo: la politica di casa nostra ormai è progettata per tirare a campare, in modo particolare in questi ultimi tempi. Le cose serie le fanno da un'altra parte.
In questi due giorni di incontri a Montecatini si sono susseguiti buoni propositi e vecche convinzioni che "così non si può andre avanti", "di questo passo l'Italia continuerà a perdere", "dobbiamo darci da fare immediatamente per il nostro futuro".
Abbiamo incontrato gente che si danna l'anima per organizzare al meglio le cose. Giovani che davvero si appassionano alla politica e a tutto quello che ruota attorno. Ma il fatto principale rimane che i leader di questi giovani ormai vanno ripetendo le stesse cose da troppo tempo.
Cambiare le regole del gioco in Italia è difficile. Esistono ostacoli insormontabili. Facciamo un esempio? Le corporazioni: per abolirle non basterebbero le liberalizzazione, ma una manovra economica anarchica, se mi passate il termine. Le ruggini di questo hanno attecchito in ogni parte. E la politica è impregnata di ruggine.
Per fare grandi riforme occorrono i grandi numeri. E la soluzione prospettata oggi è stata quella del proporzionale alla tedesca. Mai che qualcuno avanzi l'idea di un modello all'italiana. Rincorriamo gli altri stati, segno indistinguibile che siamo fermi da molto tempo.
La sensazione è che questa politica delle parole incorra nella trappola del sconfessare se stessa. A quel punto, dopo le belle frasi dei convegni, che cosa rimane?
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Ore 12:35: Pierferdinando Casini accolto sul palco con sottofondo gli U2: "Mi piace parlare con la base e mi onoro di essere un grande amico di Marcello Dell'Utri, uomo intelligente, leale e di grandissima cultura". "Sono preoccupato perché questo Paese non sta andando in B, ma in C. Stiamo perdendo punti in modo enorme!". "Ragazzi, la politica non è soltanto una professione, ma la si fa se sorretti da valori reali in cui si crede: in questo Paese non abbiamo più l'orgoglio per difendere la nostra identità".
Sui valori. "La Chiesa italiana svolge una attività importantissima là dove la politica è assente". "La cittadinanza è il senso di orgoglio di appartenenza ad una comunità". " Una classe dirigente che non vuole il Crocifisso è una classe dirigente che non conosce il valore della nostra storia. Difendere l'identità cristiana dell'Italia significa difendere noi stessi". "ll Parlamento che abbiamo presieduto si è posto la questione antropologica". Grandi applausi, anche da me ed il vicino di banco.
Sulla modernità. "Non c'è più selezione. L'università italiana è diventata un grande liceo. Tante università che finiscono per essere svalutate". "La mia figlia che va all'asilo già ride delle dichiarazioni di Pecoraro Scanio". "L'Italia ha un ritardo che sta diventando straordinario rispetto agli altri Paesi". "Di Pietro sembra di venire dalla Luna: fa parte del governo del Paese, non può continuare a criticare". "Sulla sicurezza, Prodi ha scelto la poltrona". "Dobbiamo partire dai temi veri perché così si troveranno motivazioni vere".
Sulla legge elettorale. "Sono sempre stato un sostenitore del bipolarismo. Ma oggi abbiamo una coalizione ricattata dai gruppi estremi. Con questo bipolarismo creiamo due grandi armate che vengono condizionate dalle ali estreme. Ecco perché sono un sostenitore del proporzionale alla tedesca". "Sistema tedesco per creare una alternanza democratica". "Tutte le nostre energie devono essere indirizzate a mandare a casa il governo Prodi in questa settimana. E per farlo i senatori non devono tardare in bagno". "Noi vogliamo vincere perché l'Italia ha bisogno di una alternativa vera!". Ed è standing ovation.
Ore 12:25: mentre Bressan si spaccia per massimo conoscitore di cose cameroniane, prende la parola Elio Vito. Confermo la presenza di David Cameron dietro le quinte: mi ha fregato l'iPod per la sua corsetta quotidiana. Belli i primi piani sulle belle ragazze in platea.
Ore 12:05: sale sul palco Roberto Castelli: "Tradurre buon governo in fatti amministrativi". "Difficle per i ministri lavorare con queste leggi. Macchina burocratica con la quale ci siamo scontrati". "Controlli della Corte dei conti che ostacola gli atti dei ministri".
Ore 12:00: Simone Bressan in merito a David Cameron: "Tranquillo, vinciamo perché è il numero uno". Nel frattempo Gianpiero Samorì, vice presidente del Circolo del Buon Governo, lancia la presenza di Dell'Utri nel prossimo governo di centrodestra. "Taglio delle imposte; doverosità del loro pagamento; finalizzazione corretta delle imposte". "Ecologia: rendere compatibile il nostro sistema capitalistico con le risorse della natura. Aberrante lasciarla alle cure di Pecoraro Scanio". Elogio della cultura agricola che ha salvato nel passato il Paese.
Ore 11:55: Brunetta inciampa mentre scende dal palco. E io me lo perdo perché Simone mi frega continuamente il computer.
Ore 11:40: dopo l'intervento di Giuseppe De Rita, presidente del Censis (che non abbiamo seguito perché il computer si è impuntato, ma il cui riassunto lo trovate qui) è il turno di Renato Brunetta che parla di "droga inflazionistica" nella gestione della società italiana, condannando il Paese ad un declino per mancanza di riforme strutturali e di efficienza. "L'Europa ci bacchetta, ci dice di fare le riforme e noi non facciamo le riforme". "La nostra politica ha bisogno di securitas, la ricetta non è quella di Veltroni: occorre il corretto funzionamento delle istituzioni. Se vogliamo tornare a governare, dovremo essere produttori di securitas".
Ore 11:25: comincia finalmente il secondo giorno del Convegno. Nell'attesa abbiamo apprezzato la colonna sonora dell'evento. Ed in particolare Have a nice day degli Stereophonics.
Ettori Severi, sindaco di Montecatini, ha aperto ufficialmente il Convegno rivolgendo un ringraziamento ai ragazzi dei Circoli che ritrovano per fare della politica contro quella classe dirigente che nel 1968 faceva le barricate e che oggi guida male il Paese.
Denis Verdini, coordinatore regionale di Forza Italia, ha definito la sinistra una compagine incapace di governare perché non è d'accordo su niente, sostenendo così l'idea dell'antipolitica attraverso i grandi mezzi di comunicazione come il Corriere della sera e il sostengo di Luca Cordero di Montezemolo per creare un sistema senza partiti. "Ma quando si tengono manifestazioni come queste, all'interno del centrodestra, si dimostra il contrario". Verdini ha continuato affermando che è importante non farsi ingannare dalla spinta populistica che è partita da Tangentopoli e ha spostato la politica dai partiti alle istituzioni. Così ai giovani che si prestano volontariamente alla politica va dato il merito di provare a spostare la gente verso valori "diversi da quelli che la storia ha condannato".